È vero che crescere in un contesto sociale sfavorevole influenza le prospettive di educazione, di carriera, di guadagno e di salute di un individuo? Si potrebbe affermare ad esempio che crescere nelle periferie delle grandi città porti meno opportunità in termini di contesto sociale, offerta educativa o professionale. Non solo, vivere in quartieri affollati potrebbe portare a maggior discriminazioni e competizioni da parte dei soggetti più avvantaggiati, e a minor servizi sociali per i più poveri.

Non è semplice tuttavia isolare le relazioni causa-effetto del vicinato sul comportamento attuale e futuro di un individuo, soprattutto perché è facile che le famiglie che scelgono di vivere in quartieri meno degradati siano diverse dalle prime rispetto ad una moltitudine di aspetti.

L’esperimento americano Moving to Opportunity (MTO-Muoversi verso le opportunità) della metà degli anni ‘90 permette oggi di rispondere a molte di queste questioni. Questo esperimento, svolto dall’US Department of Housing and Urban Development, proponeva a famiglie scelte casualmente in quartieri molto poveri di potersi muovere in quartieri meno degradati.

Ludwig et al. (2013) dimostrano come, a distanza di circa 10-15 anni dal trasloco, il programma abbia migliorato decisamente alcuni parametri chiave della salute fisica e mentale dei soggetti presi in considerazione. Chetty et al. (2016) mostrano inoltre che se questo trasloco è avvenuto da giovani (prima dei 13 anni), i tassi di frequenza all’università migliorano, i salari aumentano, e le famiglie mono-parentali si riducono. Gli effetti tangibili di questo trasloco fuori dalla povertà si riducono man mano che aumenta l’età del soggetto preso in considerazione.