Il 25 e 26 Maggio ho avuto il piacere di partecipare ad un workshop incentrato sul linguaggio dell’energia. Ricercatori, designers, e rappresentanti di diverse organizzazioni operanti nel campo dell’energia si sono ritrovati a Napoli per discutere della possibilità di sviluppare un linguaggio naturale per i consumatori del futuro.

E’ la questione della fiducia tra consumatori e utilities ad essere emersa come uno dei punti principali. Ad oggi, la realtà di questo rapporto è per lo più costituita da usi non trasparenti di dati di consumo sempre più dettagliati, e da rare e aride bollette. Questo stato di fatto deve necessariamente cambiare se crediamo davvero nel potenziale della domanda attiva per risparmiare energia. Non solo, le utilities non applicano ancora correttamente i numerosi insights che derivano dal lavoro scientifico, sia empirico e che teorico, sui dati di consumo. Sono stati svolti in effetti numerosi esperimenti sul campo che forniscono informazioni di valore sull’importanza del feedback, la sua formulazione, la sua frequenza, nonché sulle sue componenti di interazione sociale volte a favorire azioni e prese di coscienza in chiave di risparmio energetico. Detto questo, vi sono alcune utilities che collaborano già attivamente con ricercatori, condividendo dati ed informazioni.

Possiamo anche aspettarci che alcuni dei cambiamenti tecnologici già in atto possano portare nelle nostre case sempre più dispositivi intelligenti, con meccanismi automatizzati per ottimizzare l’uso energetico dei nostri elettrodomestici ed apparecchiature. Tuttavia, i soli gadget tecnologici possono difficilmente pesare quanto dei cambiamenti nei comportamenti. E sopratutto, come far si che questi cambiamenti diventino un abitudine? Continueremo ad indagare e a studiare per capire sempre meglio la parte irrazionale e complessa dei comportamenti, cercando di passare dalla conoscenza alle (buone) azioni.