La buona notizia: nel 2014 le emissioni globali di gas serra sono rimaste, a quanto pare, le stesse dell’anno precedente. La brutta notizia: le emissioni sono aumentate nel corso degli ultimi decenni, a un ritmo crescente. La cattiva notizia : i cambiamenti climatici sono causati dalla somma delle emissioni nel tempo. Per fermarli, sarà necessario diventare carbon neutral (cioè a zero emissioni), prima o poi.

I cambiamenti climatici sono una delle grandi sfide dei nostri tempi. Eppure sembra che non siamo ancora in grado di agire, o per lo meno di adottare misure adeguate. Incolpiamo i governi, l’economia, la tecnologia, gli interessi particolari. Ma raramente diamo la colpa a noi stessi. E per una semplice ragione. Vediamo appena il carbonio che generiamo. Eppure, ne produciamo … circa 7 tonnellate pro capite in Europa e in Cina, ma più del doppio negli Stati Uniti.

Far sì che le nostre economie riducano le loro emissioni richiederà un cambiamento importante, dal momento che l’energia è essenziale per tutto quello che facciamo. La tecnologia sarà un ingrediente indispensabile di questa transizione,  come pure un cambiamento dei comportamenti, ma è importante notare che le due cose sono correlate. Tanto i dispositivi intelligenti diventeranno sempre più comuni nelle nostre vite, maggiore sarà la possibilità di cambiare i nostri comportamenti, rendendoli più sostenibili. Ecco perché abbiamo bisogno di una migliore comprensione dell’impatto dei consumi sull’ambiente, delle modalità con cui possono essere promossi comportamenti e tecnologie sostenibili, e di come ciò si integri con gli approcci tradizionali alla politica ambientale.

Pensate all’efficienza energetica. È spesso nel nostro stesso interesse essere più efficienti, mentre ne beneficia l’ambiente (non soltanto il clima, ma l’ambiente in senso lato). Ciononostante, migliorare l’efficienza energetica si è dimostrato finora un compito elusivo. Infatti, gli strumenti economici standard hanno prodotto riduzioni limitate, mentre gli approcci di tipo normativo  si sono rivelati altrettanto problematici. Tuttavia il potenziale per la gestione della domanda energetica è enorme, e la sua importanza va crescendo. Esiste un modo per cogliere questo grande potenziale? Lo scopo di questo progetto di ricerca è di far luce su queste questioni…

“Auguri!” mi direte voi…

Me ne rendo conto, viste le difficoltà che questo progetto presenta, ma è proprio a questo che servono le borse di studio del Consiglio Europeo della Ricerca, tutto sommato. Non solo, il compito potrebbe risultare più agevole di quel che si potrebbe pensare.

Infatti, al giorno d’oggi sappiamo molto di più sui comportamenti individuali e sociali grazie al lavoro combinato della psicologia sociale e, più recentemente, dell’economia comportamentale. Sappiamo anche forze e debolezze degli strumenti di politica pubblica per la gestione dell’ambiente. Non solo, anche la tecnologia sta cambiando. Tornando all’efficienza energetica, si prevede che nella sola Unione Europea saranno operativi entro i prossimi due anni 170 milioni di contatori intelligenti. Sono già ora sul mercato tutti gli ingredienti di questa rivoluzione: come i termostati intelligenti per controllare la temperatura delle case, le luci a LED, e i dispositivi di comunicazione social.

Applicando gli strumenti forniti dalle scienze del comportamento e combinandoli con i metodi numerici derivanti dall’analisi dei big data e dei modelli di valutazione integrata, si possono quindi produrre importanti risultati che ci aiuteranno a capire come raggiungere una maggiore sostenibilità, influenzando eventuali cambi comportamentali o ad esempio portando all’adozione di determinate tecnologie. Si possono inoltre informare i decisori politici su quali siano gli strumenti più efficienti ed efficaci per ridurre le emissioni, il consumo di energia, l’inquinamento dell’aria a livello locale, l’uso dell’acqua, ecc.

Il progetto che dirigerò fino al 2017 – COBHAM – mette insieme un certo numero di discipline diverse che spero produrranno ricerca di alta qualità, con ripercussioni sul benessere sociale. Il gruppo con cui lavorerò rispecchia questo approccio. Giovanna è un’economista comportamentale, Johannes un economista del welfare. Giacomo è un esperto di modelli di valutazione integrata, mentre Mariaester e Jacopo mi aiuteranno per quanto riguarda la parte di management e di comunicazione. E stiamo anche assumendo (scrivetemi una email)!

Saranno pubblicati su questo sito web aggiornamenti puntuali sui risultati intermedi e finali della ricerca, dove troverete anche alcuni interessanti articoli selezionati e raccolti su internet, accompagnati da un breve commento da parte di uno dei ricercatori di COBHAM.